PAOLO CONTE RACCONTA NELSON

Il titolo di questo disco è Nelson, semplicemente il nome di un bellissimo, grosso cane di cui sono stato il padrone. E viceversa.

La canzone Enfant prodige l’ho scritta in francese al femminile sperando di incontrare qualche brava cantante transalpina che me la eseguisse. Poi, nell’attesa, io stesso l’ho cantata e così è stata stampata. Sulla stessa musica ho scritto e cantato un altro testo al maschile in italiano con il titolo di Massaggiatrice.

La canzone L’orchestrina il cui testo mi illudo a pensare che non sarebbe dispiaciuto al mondo di Federico Fellini, la dedico a Dino Crocco, caro amico, ex capo di un’orchestra che negli anni ‘50 e ‘60 si esibiva nei locali notturni italiani.

La canzone Galosce selvagge è dedicata ai miliardi di camminatori che hanno con ogni tempo attraversato la nostra Italia.

La canzone intitolata Jeeves rende omaggio al nome dell’impareggiabile maggiordomo inglese creato dalla penna del grande umorista P. G. Wodehouse.

La canzone Nina è una canzone d’amore solare, così come Tra le tue braccia è una canzone d’amore invernale e Storia minima lo è per le stagioni di passaggio....

Le due canzoni Sarah e Bodyguard for myself le ho scritte e cantate in inglese, lingua che esprime meglio l’atmosfera dei brani.

Il brano Suonno e’ tutt’ o’ suonno è l’ultimo dei miei incontri/scontri con il napoletano cantato. La musica è lontana da qualunque risaputo cliché partenopeo, e per questo, spero che a certi appassionati di quella sublime tradizione possa suonare interessante.

La canzone Los amantes del mambo è scritta ed eseguita in spagnolo per adeguarmi meglio al sapore della musica.

La canzone Sotto la luna bruna è un divertissement nonsense, in stile Cajun.

La canzone C’est beau è anche questa una burlesque, cantata poco da me e molto di più da Laura Conti e Jino Touche. È dedicata a Manitou, il grande spirito.

La canzone Clown fa pendant con la mia vecchia canzone Max, per il sapore m
isterioso della composizione.

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