 | A questo punto della vita posso permettermi tutto, più che concedermi e convincermi di tutto. Scrivere un libro, suonare il pianoforte e fare un disco come questo. E poi c'è un suo lato comico, chi l'avrebbe mai detto: cantautore! La cosa mi fa ridere e forse mi sta un pò stretta: ma se ho delle storie da raccontare, storielle più o meno edificanti, una chitarra (classica) verso la quale nutro dispetto, non avendo la capacità di padroneggiarla, ecco che vengono a crearsi quelle condizioni di instabilità, stizza e precarietà che mi piacciono tanto. Amo il lato cadente e non raffinato (quindi grezzo) delle cose, e questo disco ne è l'optimum. Poi, a oltre andare, c'è il fatto che sono canzoni per lo più cantate alla radio nell'arco di un biennio, in quella trasmissione domenicale condotta da G. Comaschi e G. Conte in cui si parlava allegramente di calcio.
Jimmy Villotti |

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